

senza proferire parola,
lui
l'aveva delusa,
turbata...
Sarebbe bastato un sorriso,
il calore d'un abbraccio
a scioglierla,
sarebbe stato come se
non fosse mai partito...
Ma non poteva esserci luce
in quegli occhi,
facevano male quegli occhi
colmi di rabbia,
che come appuntiti coltelli
scavavano l'anima...
Adesso era tardi per sorriderle,
adesso era tardi, troppo tardi!
Così, lei prese la sua valigia di sogni,
salendo sul primo treno delle illusioni...
Arrivederci a chissà dove...

fino a soffiar via tutte le stelle...
Lungo il viale della notte
odo foglie
intonare esausti canti di morte...
Statue dai volti anonimi
mi scrutano invidiose,
alberi dalle stanche braccia
mi strappano le vesti...
Nel cimitero dei miei tormenti
non ci sono desideri,
nè sbocchi nè silenzi,
ma un mucchio di macerie...
La stazione fatiscente dei miei deliri
non aspetta treni,
solo anime incomplete,
anime senza ali
scivolate nell'oblio
per capriccio o per errore...
LeonildeV
alle 23:45 |permalink|poesia, deliri, allucinazioni, malinconie, caos, decadence, l€ØñilĐ€, macabre sinfonie, cristalli di luna
|
commenti (3)
Il profumo dell'erba bagnata inebria le narici, mentre ad occhi chiusi respiro ciò che di più bello ed incantevole è la vita!
E' il continuo ripetersi delle stagioni, che non si stanca d'invecchiare e ci invecchia,c'è poesia in tutto questo e malinconia di esistere...
cullando le sue rose
e l'oro d'un sole morente...
Ciglia lunghe
trattengono lacrime...
Catturami,
salvami,
poi,
disperdimi
e petali danzeranno
al soffio
d'un vento stanco...
ma... poi,
scivolo
sul pavimento umido...
LeonildeV
alle 00:03 |permalink|poesia, sensazioni, frammenti, deliri, malinconie, l€ØñilĐ€, cristalli rotti
|
commenti (4)
strozzano la mente! Silenzio nella casa vuota... a piedi scalzi di fronte ai miei perchè,
alla disperata ricerca di me stessa...
La notte si veste di turchese per sedurre le tenebre, il mio cuore avvelenato
trafitto da un dardo infuocato...
Esce sangue dalla rosa sul tavolo, il diario è vuoto... continuo a sfogliarne le pagine e a leggerne il niente...
Vuota la memoria che dimenticò la storia, gli attimi rubati ad un cielo stellato,
e parole danzanti come stupidi ritornelli...
Tremo nel mio silenzio, scende una lacrima giù dal cuore... sto perdendo... un altro giorno agonizzante ai miei piedi... presto mi lascerà...
Sto aspettando... lentamente che muoia... sto aspettando qualcuno che non verrà...
In silenzio scompaio nei contorti labirinti del mio essere...
Vorrei solo: URLARE
Angelo ferito
caduto dal cielo,
stupido scherzo della luna,
burattino di cera
appeso a stelle spente...
Luccica la notte
di trofei bugiardi
e miraggi insoddisfatti,
annegando
ricomincio a vivere...
Il solo perchè
è esistere...
Fondi di bottiglia galleggiano nel cielo...
...
una telefonata interrompe i miei pensieri:
"Stasera una persona cara si è spenta, ricorderò sempre il suo sorriso e la sua gentilezza...
Nuovamente un pugno al cuore e il ricordo - mai sopito - del 25 giugno 2004... Il tempo porta via granelli di noi, fino a consumarci... non risparmiando nessuno... "
... Goodbye...
... Lieve, dolce è la morte,
seducente e perfida
affonda la lama nel petto,
dentro,
fin nel profondo dell'anima
e poi, ti divora il cuore...
... Sogno effimero la vita...
***Prima, o poi, scenderemo tutti giù dal treno***
(Stasera scrivo che sono triste)
LeonildeV
alle 21:42 |permalink|poesia, ricordi, sensazioni, deliri, dediche, pagine, malinconie, miraggi, follia, l€ØñilĐ€, cristalli rotti
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commenti (6)
ho calcato le tue strade,
infinite meraviglie
per me son quei ricordi,
oh quante volte ti ho amata
tra le lacrime
del tuo cielo stellato!
Città dai mille volti,
poesia per la mia bocca,
in te rivive
la mia innocenza,
la fragilità,
i sogni,
l'adolescenza!
Ti accarezzo con lo sguardo
ed è come se il tempo non fosse mai passato,
ti sento ancora mia
nel delirio della mia follia,
eppur ti sei scordata
di quando il treno mi ha portata via!
Oggi per te
son straniera,
ma in te ho lasciato
la parte più vera del mio sogno...
ps: ti ricordo così, anche se molte cose adesso sono cambiate http://www.geocities.com/athens/parthenon/8060/cosenza.htm
Cosenza
L€ØñILĐ€ |
Sarò per te il sogno più selvaggio, un diafano miraggio... Sarò la luna luminosa e impalpabile, sarò l'estate, primavere sulla pelle, sapore di ciliegie... Sarò il mare in cui ti rifletterai e dolcemente annegherai, cullato da cerulee onde... Una bianca sirena, che saprà incantarti col suo canto stregato e incatenarti a sè, intrecciando nere ciocche lungo il tuo corpo, prigioniero... Sarò notti interminabili adesso che non sono più qui...
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E non lasciare che sia miele quello strano sapore sulle labbra... Sento ancora l'odore di salsedine sulla pelle e mani scendere lungo la neve... Son orchidee quelle tra i capelli e rose d'argilla imbevute di lacrime di stelle Ma non lasciare che sia miele quella sensazione agrodolce che muore, catturata da scintillanti fili argentei, carezze immaginarie del sole...
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Lascia la pioggia cadere e... cammina nei miei sogni....
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