

Dovrei smetterla di pensare, di cercare, di vagare e restare seduta vicino alla cascata a guardare attimi, stagioni, anni
invecchiare sulla pelle... Maturerei forse di più?! (Senza un confronto non si cresce, ma sicuramente starei meglio)...
L'illusione di esistere resta tale, è importante averne consapevolezza, così non ci si può far male!
Sorridere?! Per cosa? Un giorno si morirà e allora, cosa resterà... di noi?!
Come si può essere felici, se già in partenza sappiamo che tutto finirà, anche noi stessi lentamente ci consumeremo... ed è per questo che ho deciso di restare qua, vicino alla cascata dell'eterna saggezza, al suo eterno scorrere, alla vana giovinezza...
La bellezza, poi, come rosa appassirà, la bellezza, poi, resterà un vago ricordo!
E' ciò che si ha dentro che conta, cresce,
fortificandoci, ed è per questo che resto qua, sotto la pioggia battente, con i miei sbagli, sotto il sole cocente, durante il perenne inverno del mio cuore...
Il dolore si può nascondere con una smorfia, ma non scomparirà mai, fa parte di noi...
That coat that I gave you,
All shiny and black
I'm sorry my darling,
But I'm taking it back
I don't want to spoil the party,
But I've got to go home
You can stay if you want to If you want to sleep alone
Some were born to greatness,
Some were born to die
Never knowing the difference
Never knowing why
Some were born to change the world
Some never even try
But darling, you and I:
We were born to cry
Black has become your favourite colour for all the things it can conceal,
And as we're lying here together
I know exactly how you feel
It's time for me to leave this party,
But I've just got to ask you first
If you're only trying to make things better,
How come they always turn out worse?
Some were born to greatness,
Some were born to die
Never knowing the difference
Never knowing why
Some were born to change the world
Some never even try
But darling, you and I:
We were born to cry
Oh some were born to greatness,
And some were born to die
Never knowing the difference
Never knowing why
Some were born to change the world
Some never even try
But darling, you and I:
We were born to cry
Yes darling you and I:
we were born to cry.
Born to cry.
LeonildeV
alle 11:16 |permalink|deliri, pagine, melodie, caos, decadence, disincanti, l€ØñilĐ€
|
commenti (7)
di donarmi un sorriso,
ma lui sparì
nelle tenebre del suo silenzio,
laciandosi dietro
una scia di stelle e perchè...


in stagioni verdi,
tra i sorrisi
dell'aurora...
Ti persi
senza accorgermene,
perchè
cieca ero
ed il tuo amore
non vedevo...
Petali
per un prato di margherite
infinite
come quei battiti
incessanti...
Ti persi
guardando il cielo,
per quel sentiero
inventato
tra campi di grano...
Ho aperto gli occhi
e sfogliando
i ricordi,
ti ho rivisto
nei sorrisi spensierati
che non esistono più...

Non ti basto io? e mi chiedo cos'è che mi manca, e poi, se davvero esiste un paradiso in terra!
Dov'è che ho sbagliato? Tante domande una sola risposta che non ha risposta...
Forse ho creduto in una favola, forse sognando ad occhi aperti s'inciampa e la realtà non esita
a manifestarsi per quella che è, cagna bugiarda!
Il cuore che sanguina e scrigni ricoperti d'oro non fanno parte di questo contesto, non sono ammessi,
i nobili sentimenti vanno dimenticati e credere in un amore unico e sincero è blasfemo sacrilegio...
Senza parole, mi confondo nella massa, aspettando d'esser risucchiata dal vortice di anime
che mi trapassa.. Il buio incalza, esplode nel cuore, la notte mi tormenta posando la sua mano marmorea
sulle palpebre stanche... è un lento agonizzante morire guardare il cielo senza fine, dove non splendono le stelle
ma sovrasta infinito silenzio...

" IL CIELO SOTTO E' DENTRO ME
A ROVESCIARMI STELLE ADDOSSO
IL CIELO SOTTO E' INFONDO A ME
A FARMI SPLENDERE LO STESSO
QUAGGIU' QUASSU'" (Dhamm)



Parole scalfiscono il silenzio, nel buio uno sguardo... il tuo! Parliamo, ti sento vicino,
poi, d'improvviso sei così distante, il sangue si gela ed è in quei momenti che sento freddo! Di quanto il paradiso sia finto, di angeli incantatori che non sanno far altro che tradire note respirate dalle corde del cuore...
Lentamente si sgretola il sogno, sgorga l'incanto, sangue divino dalle sue pareti livide, linfa
vitale che muore sulle labbra arse...
Ho bevuto tutto... il calice è vuoto, il vino era rosso, ma il suo sapore acre... Il veleno
ha seppellito il cuore nella foschia della notte...

solo silenzi e rassegnazione,
un'antica canzone
aleggia per la deserta campagna...
Un canto triste
invoca la morte,
destino crudele la sorte!
Spargo ceneri al vento,
lacrime intrappolate negli occhi,
frammenti di vetro
fanno del cielo un distorto riflesso,
frammenti di cuore
dispersi...
L'angelo della notte
suona il suo flauto,
adagiato tra umidi petali...
Cammino sola,
mi par di udirlo,
effimera, vana illusione
d'amare,
effimeri sogni
accartocciati nella mente...
Dita impresse nella polvere di vecchi libri
simbolico gesto d'evasione!
Oh, come vorrei fossi reale,
come vorrei che la notte non scendesse adesso...
Precipito nel vuoto...
Solo buio!
Una fievole luce mi ferisce gli occhi,
è mattino...
è tutto ciò
che resta...
Osservo il viso,
sciolgo i capelli,
osservo il naso,
accenno un sorriso...
Stelle affondano negli occhi,
nelle assonnate notti...
Pelle di cera
si scioglierà domani,
quando il sole albeggerà
nel cielo
squarciato dal volo di candidi gabbiani,
si scioglierà al tatto di giovani mani,
che inesperte cercheranno tiepidi seni...
Sento le stagioni,
respiro i giorni
ubriaca di sogni...
Capelli e petali
intrecciati di spine,
segreti ed illusioni
velati da incubi...
Abbozzo un sorriso,
ingoio silenzi...
Scende la notte...
LeonildeV
alle 20:23 |permalink|poesia, deliri, disincanti, l€ØñilĐ€, cristalli rotti
|
commenti (7)
L€ØñILĐ€ |
Sarò per te il sogno più selvaggio, un diafano miraggio... Sarò la luna luminosa e impalpabile, sarò l'estate, primavere sulla pelle, sapore di ciliegie... Sarò il mare in cui ti rifletterai e dolcemente annegherai, cullato da cerulee onde... Una bianca sirena, che saprà incantarti col suo canto stregato e incatenarti a sè, intrecciando nere ciocche lungo il tuo corpo, prigioniero... Sarò notti interminabili adesso che non sono più qui...
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E non lasciare che sia miele quello strano sapore sulle labbra... Sento ancora l'odore di salsedine sulla pelle e mani scendere lungo la neve... Son orchidee quelle tra i capelli e rose d'argilla imbevute di lacrime di stelle Ma non lasciare che sia miele quella sensazione agrodolce che muore, catturata da scintillanti fili argentei, carezze immaginarie del sole...
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