


E' solo il vento
a strappare i ricordi,
nere ciocche
per l'aria celeste...
Son foglie secche
a librar nel cielo
ed è paradiso
immergere lo sguardo
nel suo specchio nero...
Non odo rumori
è solo l'immaginazione
a vestirsi di suoni,
colori,
ladra insaziabile di odori
alla ricerca inspiegabile
di sapori...
Calpesto la terra,
madre di sogni,
cuore fertile
d'eterne emozioni,
abbraccio in silenzio
il niente
vestito di niente
e l'orizzonte
è solo una lontana chimera...
Abbracciami stasera,
recitando dinnanzi alla luna
l'ultima preghiera,
beviamo dal calice
le nostre anime,
finquando esausti
non saremo rifuggio
per noi stessi...
Ascoltami, mondo,
ancora tu non hai vinto...



Un silenzio interminabile tra noi ed occhi che non sapevano più leggersi, i tuoi
ipocritamente tristi, quasi come ad interpretare una parte ripetuta troppe volte, i miei
pieni di lacrime cercando di credere alle ultime bugie, lembi d'illusione a straziare il cuore...
Ti persi tra la folla, in un piovoso pomeriggio, era inverno, il cielo si faceva nero, mentre ciocche bagnate accarezzavano la fronte... Con l'indice sulla guancia a cancellare quel segno che era stata l'ultima lacrima... Mi sorridesti, e quel sorriso mi fece male, ma cercavo d'esser forte e ricambiai il gesto... Poi, un bacio sulla guancia e dritta verso l'uscita del bar... Non mi voltai, eppure sapevo
i tuoi occhi fissi su di me, non mi voltai eppure avrei voluto correrti incontro e urlarti "non lasciarmi mai"...
Non mi voltai e non saprò mai come sarebbe andata...
Sei un volto tra la gente, che di tanto in tanto riappare nel mio presente, ma non mi disorienti più...
Forse m'incupisce ancora,
ma l'infinità del mondo può raccogliere tutti i suoi fiori, io non sarò in quella cesta di caramelle e bambole,
nè piangerò... Non voglio credere alle favole, sono solo carte reciclate di cioccolatini golosi,
così pochi da lasciare ben presto l'amaro in bocca...
Presi il mio diario, annotai qualche pensiero, scarabocchiando qualche pagina...
Un nuovo giorno sarebbe arrivato...

ai tuoi sorrisi,
alla tua voce angelica...
Mi travolge la tua innocenza,
la tua dolcezza, poi,
l'assorbe il mio cuore,
pregno d'amore...
E son la terra
dove hai affondato le radici,
la grande quercia
sotto cui ti rifuggerai,
sono cielo e sono stelle,
un fazzoletto
quando serve...
A te che sei
il sogno più bello,
a te che hai
cambiato
la mia vita,
dedico queste poche parole,
uscite dal profondo del cuore...




occhi da bambola,
sorriso innocente,
sapore di caramelle...
Pelle di seta
baciata di luna,
ciglia lunghe
fino all'orizzonte...
Sei il miracolo dei sogni,
una stella appesa al cuore,
sei stupore,
meraviglia,
sei speciale,
sei mia figlia...
L€ØñILĐ€ |
Sarò per te il sogno più selvaggio, un diafano miraggio... Sarò la luna luminosa e impalpabile, sarò l'estate, primavere sulla pelle, sapore di ciliegie... Sarò il mare in cui ti rifletterai e dolcemente annegherai, cullato da cerulee onde... Una bianca sirena, che saprà incantarti col suo canto stregato e incatenarti a sè, intrecciando nere ciocche lungo il tuo corpo, prigioniero... Sarò notti interminabili adesso che non sono più qui...
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E non lasciare che sia miele quello strano sapore sulle labbra... Sento ancora l'odore di salsedine sulla pelle e mani scendere lungo la neve... Son orchidee quelle tra i capelli e rose d'argilla imbevute di lacrime di stelle Ma non lasciare che sia miele quella sensazione agrodolce che muore, catturata da scintillanti fili argentei, carezze immaginarie del sole...
Attimi imprigionati |
Lascia la pioggia cadere e... cammina nei miei sogni....
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